Tour degli Stati Uniti Occidentali - Da San Francisco ad Albuquerque in macchina
Le Tappe del viaggio
Il nostro viaggio di nozze è poi proseguito in aereo: da Albuquerque siamo volati a Buffalo via Chicago. Da Buffalo siamo poi andati alle Cascate del Niagara per due giorni di relax dopo la lunga attraversata. Da qui, sempre in aereo, siamo volati a New York per il gran finale nella Grande Mela.
Organizzare il tour negli Stati Uniti
Organizzare il nostro viaggio di nozze negli Stati Uniti non è stato proprio semplice. La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di comprarci una guida sugli Stati Uniti, una di quelle in cui sono riportati tutti i luoghi di interesse dello stato americano. Abbiamo studiato a fondo la guida alla ricerca dei luoghi che più ci interessasse visitare. Il problema con cui chiunque abbia organizzato un viaggio negli USA sono le enormi distanze che separano città e attrazioni.
Abbiamo quindi iniziato a pianificare percorsi, spostamenti e, tramite google maps, abbiamo provato ad ipotizzare un programma di viaggio. Ovviamente il programma è variato più e più volte, sono entrati in gioco anche voli intermedi, nel tentativo di ottimizzare al massimo la nostra visita. Ovviamente budget e giorni a disposizione sono due vincoli da tenere attentamente in considerazione.
Una volta ipotizzato il percorso e le soste, ci siamo rivolti ad un'agenzia viaggi affinché ci organizzasse i voli e le prenotazioni degli hotel. Devo dire che per noi, abituati ad organizzarci tutto da soli, in ogni minimo particolare, l'agenzia viaggi non è stata di grande utilità. Ci proponevano hotel di dubbia qualità, lontani dai luoghi di interesse (uno per tutti: a San Francisco ci avevano proposto un hotel in zona aeroporto, proprio comodissimo per visitare la città...). Senza considerare poi che il budget calcolato dall'agenzia era veramente alto.
Ci siamo rimboccati le maniche e, grazie soprattutto al fatto che mancavano 6 mesi alla partenza, abbiamo deciso di arrangiarci. Tutto via internet! I voli però abbiamo dovuto prenotarli in agenzia viaggi in quanto atterravamo in un aeroporto e ripartivamo da un altro aeroporto. Purtroppo su internet non ci sono le stesse offerte che hanno a disposizione le agenzie di viaggio per questo tipo di voli.
Per il resto ci siamo appoggiati ai seguenti siti per le prenotazioni di voli ed hotel:
Grazie alle recensioni di altri viaggiatori, abbiamo potuto scegliere gli hotel con la sicurezza di molti commenti positivi. Non abbiamo avuto nessuna sorpresa sgradita anche se devo ammettere che, essendo in viaggio di nozze, ci siamo concessi qualche lusso :-)
Anche per quanto riguarda informazioni quali biglietti e orari per le visite ai musei, agli edifici di rilievo ed ai parchi naturali ci siamo basati su internet. L'unica vera mancanza, l'unica informazione che non siamo riusciti a trovare, è su come andare da Buffalo a Niagara.
In conclusione, se dovete fare un viaggio negli Stati Uniti, non esitate: organizzatevelo su internet e non rimarrete delusi!!!
Noleggiare l'auto
Il tragitto prevedeva partenza da San Francisco ed arrivo ad Albuquerque con puntatina a Santa Fe. Totale 2150 chilometri!
Ovviamente ci serve un'auto. Decidiamo di noleggiarla su internet e visitiamo così i siti delle maggiori agenzie di autonoleggio che operano a livello internazionale (Avis, Europcar, Hertz e altre) e agenzie locali americane (Alamo). Valutiamo le varie offerte e le garanzie e assicurazioni incluse e optiamo per Hertz. Sette giorni di noleggio auto con rilascio della stessa a oltre 2000km di distanza per la modica cifra (e non sono ironico, era un affare!) di 450 dollari.
Quando dobbiamo scegliere l'auto ci troviamo davanti le varie possibilità: budget, compact, e via via più grandi. 2000km in giro per i deserti del sud ovest americano? Beh, spendiamo 20 dollari in più e prendiamoci una macchina un po' più grande della budget! Optiamo quindi per una compact. Beh, quando arriviamo ci viene data una Nissan lunga oltre 4 metri!!! Alla faccia della compact, ma dimenticavo: siamo negli Stati Uniti :-)
2000 km on the road
Partiamo da San Francisco la mattina presto, destinazione Bakersfield. Non senza difficoltà a causa del navigatore satellitare che non prendeva mai il segnale a causa dei grattacieli, riusciamo a montare sulla Interstate nella direzione corretta. Primo comandamento: fare attenzione ai limiti di velocità! Guardo quindi con preoccupazione il tachimetro e i vari limiti che incontriamo. C'è però una cosa che non capisco: 50 all'ora in una strada a 3 corsie per careggiata? E' vero che siamo ancora a San Francisco ma qui mi sorpassano tutti. Eppure io sto tenendo il limite alla perfezione. Guardo meglio e mi accordo del trucco: il tachimetro è in kilometri orari, non miglia orarie!!! Per forza che ero piantatissimo!!!
Subito fuori dalla Baia di San Francisco, ci troviamo immersi nel nulla della California! Siamo su un'interstate che attraversa la California da nord a sud senza toccare città degne di chiamarsi tali. Il paesaggio è composto da colline brulle e rari appezzamenti verdi. Quando siamo a circa 100 chilometri da Bakersfield, ecco il primo inconveniente: si accende una spia sul cruscotto! Tiriamo fuori il libretto delle istruzioni e ci pare di capire che il livello dell'olio si sotto il minimo. Ma cavolo, non l'hanno controllato a San Francisco? Proprio qui in mezzo al nulla? Consideriamo le varie alternative e, dato che siamo proprio in mezzo al nulla, decidiamo di proseguire fino a Bakersfield e, una volta arrivati, contattare il call center della Hertz. Così facciamo e dall'hotel chiamiamo il numero verde. Ci indirizzano alla locale stazione di noleggio dove ci avrebbero cambiato auto. Peccato che qui non sono stati avvisati e non hanno nessuna auto per noi. Ci rispediscono al mittente con la promessa di cercare una soluzione. Molto fortunatamente, proprio quel pomeriggio un'altra persona riconsegna un'auto con le stesse caratteristiche della nostra e quindi ci richiamano e andiamo a cambiare auto. Un po' di trambusto (soprattutto dopo 5 ore di guida interrotta) ma il tutto si risolve senza problemi.
Attraverso i deserti di Nevada e Arizona
Il secondo giorno di viaggio prevede l'attraversamento del deserto che separa la California dal Nevada. Il tragitto parte da Bakersfield, supera Barstow, il deserto di Mojave, e prevede l'arrivo a Las Vegas dopo circa 4 ore di viaggio. Si tratta, senza ombra di dubbio, della tappa più difficile di tutto il nostro viaggio. Sono tre i fattori che contribuiscono a renderla difficile: il gran caldo (volevamo fermarci per mangiare un panino in una piazzola ma, con 40 gradi, abbiamo deciso di mangiarlo in auto col clima acceso), l'isolamento (è proprio un deserto, il nulla per centinaia di kilometri in tutte le direzioni, questo ci crea qualche ansia per l'auto e per la paura di un guasto o incidente) e la lentezza (strade drittissime, poco traffico e il limite di 70 miglia all'ora rendono questo viaggio uno strazio!). C'è però da dire che, una volta superato il deserto, ti senti come se avessi superato una prova durissima e sei entusiasta (ma non torneresti indietro per nessun motivo!!!).
L'arrivo a Las Vegas è molto tranquillo grazie anche al fatto che il nostro hotel è vicinissimo ad un'uscita della interstate e grazie soprattutto al parcheggio coperto dell'hotel.
Il giorno seguente, abbiamo una tappa piuttosto lunga che prevede l'arrivo a Flagstaff dopo una deviazione di un paio d'ore per visitare il Grand Canyon. In totale abbiamo fatto 7 ore di auto ma questa volta il viaggio è stato più tranquillo grazie al paesaggio più vario e al fatto che attorno a noi c'era vita (poca ma c'era :-)).
Ultime miglia verso il New Mexico
Dopo un giorno di relax a Flagstaff, l'ultima tappa prevede tutta una tirata fino ad Albuquerque. Si tratta di 6 ore circa di viaggio e decidiamo pure di fare due deviazioni per visitare il Meteor Crater e il Deserto dipinto. In totale il viaggio dura oltre 8 ore e quando finalmente arriviamo ad Albuquerque siamo stravolti e decidiamo di cenare in camera con i panini e i biscotti avanzati dal pranzo! Il viaggio lungo l'interstatale che collega Arizona e New Mexico è, sebbene interminabile, più piacevole dei precedenti in quanto il paesaggio muta spesso e quindi possiamo concederci il lusso di guardarci attorno. Inoltre attraversiamo un temporale piuttosto violento e, al termine di questo, scattiamo delle foto assolutamente eccezionali per l'incredibile luce che si è formata nel deserto al termine della pioggia.
Alla fine entriamo ad Albuquerque dopo 2000km e la soddisfazione di aver attraversato 4 stati e lunghi tratti di deserto. Un'esperienza fantastica che però non si è ancora conclusa: il giorno seguente ci aspetta una corsa fino a Santa Fe lungo la Turquoise Trail, una strada panoramica che attraversa vecchie cittadine del New Mexico e che preferiamo all'anonima interstate.
Non mi resta che consigliarvi di dare uno sguardo alle foto del nostro viaggio on the road, alcune sono veramente splendide.
Do you hamburger?
Ovviamente non potevamo mancare di assaggiare il piatto più conosciuto degli Stati Uniti: l'hamburger! Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti, ci sono decine di catene di fast food (le migliori che abbiamo provato sono Carl's e Wendy's). Anche qui bisogna distinguere, nei fast foot gli hamburger hanno un buon sapore, ma poi ti rimane sullo stomaco per qualche ora. Invece ci sono delle catene (ovviamente) che fanno degli ottimi hamburger. Noi abbiamo provato Applebee's e DG Friday's. La prima soprattutto ha rappresentato un punto di riferimento in ogni città o luogo visitato: male che andasse, sapevamo di poter trovare un Applebee's che ci avrebbe soddisfatti con un hamburger, un'insalata cesar o delle ottime bistecche!
Attenzione alle porzioni!!! A San Francisco abbiamo preso due panini con mozzarella e prosciutto (che buoni!!!), ne abbiamo mangiato uno in due, l'altro l'abbiamo conservato per la sera... Ad Albuquerque, invece, andiamo a cena da Applebee's, io non avevo molta fame e quindi ho chiesto un'insalata cesar. Il cameriere mi chiede: porzione intera o mezza? Ci penso un po' ma, mangiando solo quella, gli dico "Intera!". Il tipo mi guarda e dice "Ti porto la mezza porzione". Eccheccavolo, mangio solo quello, ti ho detto che la voglio intera... Quindi ribatto: "no no, portamela intera". Il tipo mi dice "te ne porto mezza, fidati" e se ne va. Ritorna con un vassoio pieno di insalata, salsa e pollo! Non l'ho finita e penso che alla fine mi abbia portato la porzione intera. Invece mi guardo attorno e vedo che ad una signora nel tavolo a fianco al nostro portano una porzione doppia della mia, una quantità di insalata e pollo improponibile!!! OK, aveva ragione il cameriere...
Sempre nello stesso Applebee's decidiamo di assaggiare un dolce. Quella settimana c'era il lancio di una nuova torta e chiediamo una fetta di quella. Il cameriere che prende l'ordinazione esclama "ottima scelta, è buonissima". Poco dopo ci porta una fetta di torta gelato alta quasi 20cm, ripiena di m&m's pezzetti di Mars, con una base di biscotto e ricoperta di panna! Peso specifico fuori scala, calorie oltre ogni limite... BUONISSIMA :-)))
C'è da dire, però, che gli americani non hanno la cultura del mangiare che abbiamo in Europa ed in Italia in particolare. Abbiamo visto degli abbinamenti assolutamente improponibili: frappè con hamburger, patatine fritte e gelato, hamburger con gamberetti e cipolla ecc. In particolare, un giorno da Wendy's, una ragazza nel tavolo a fianco al nostro si stava ingozzando (non ho un altro termine per definire quello che stava facendo) di hamburger, patatine, gelato e coca cola, tutto insieme!
La miglior mangiatoia del Paese
Avete presente "Lo chiamavano Trinità", quando Bambino e Trinità arrivano in un paesino, comprano degli abiti lussuosi ed entrano in un ristorante dicendo: "Questa è la miglior mangiatoia del Paese"? Ecco, a Flagstaff siamo andati a cena in un posto proprio uguale a quello.
Arrivati a Flagstaff, abbiamo chiesto al portiere dell'hotel di consigliarci un buon ristorante per una cena tipica (dopo giorni di hamburger e pranzi al supermercato). Il portiere ci consiglia due ristoranti: il primo, fuori paese, molto tipico, specialità grill, il secondo, in centro, è il miglior ristorante della città. Dopo aver visto il primo, e deciso che era un po' troppo tipico... optiamo per il secondo. Si tratta del ristorante del Weatherford Hotel, il più vecchio hotel della città. Entriamo e ci sentiamo come Bud Spencer e Terence Hill: il locale è veramente caratteristico. Dato che non ci sono tavoli liberi, ci consigliano di visitare l'interno dell'hotel e il bar al secondo piano mentre aspettiamo. Non ce lo facciamo dire due volte e saliamo le scale: l'hotel è magnifico e il bancone del bar è stupendo. Ci chiamano per la cena e ormai le aspettative sono altissime. Ci portano dei crostini misti di antipasto (ottimi) e due fantastici filetti alla brace con patate e verdure varie di contorno. Il tutto corredato da un'ottima birra prodotta nei locali birrifici di cui Flagstaff è famosa.
Una cena ottima ed una serata stupenda, abbiamo lasciato una lauta mancia nonostante il conto fosse piuttosto salato. Ma era pur sempre la miglior mangiatoia del Paese :-)))













