L'ultimo treno della Patagonia: da Boston alla Patagonia (Paul Theroux)



Copertina del libro
Copertina del libro

L'ultimo treno della Patagonia

Da Boston alla Patagonia.

Anno: 2005

Autore: Paul Theroux

Editore: Baldini Castoldi Dalai

ISBN 88-8490-320-3

In questo libro, Paul Theroux descrive il proprio viaggio in treno da Boston (Massachusetts, Stati Uniti d'America) fino a Esquel, in Patagonia, Argentina. Racconta di come, una mattina, prende un treno affollato di pendolari nella sua città, Boston, e, invece di scendere alla solita stazione, prosegue, prosegue ancora e poi ancora, finché, un paio di mesi più tardi, conclude la sua corsa nell'estremo sud del continente americano, in Patagonia, precisamente a Esquel.

Lungo questo suo viaggio, Theroux attraversa il Messico (un confine separa le città ordinate e sicure americane da quelle "pittoresche" che accompagneranno il viaggiatore fino in Argentina), il Guatemala e il San Salvador, luoghi poveri ma ricchi di fede. Qui è costretto a prendere un aereo in quanto il Nicaragua attraversava un periodo di rivolte sociali, quasi di guerra civile e non era quindi possibile attraversarlo in treno. Arriva così in Panama e descrive la situazione di allora (era il 1975) e dei contrasti che ruotavano attorno al Canale di Panama. Da un lato i panamesi che lo rivendicavano, dall'altro gli americano che lo difendevano.

Anche dal Panama prende un aereo per sbarcare in America del Sud, più precisamente a Barranquilla, in Colombia. Da qui, passando per Bogotà, la capitale, attraversa tutto lo stato colombiano e ha un primo assaggio delle Ande, una catena montuosa molto alta che gli procurerà non pochi problemi. Passa in Ecuador e poi in Perù, quello che descrive come lo Stato più povero dell'America del Sud e forse anche del mondo. Dal Perù raggiunge la Bolivia e da questa corre attraverso tutta l'Argentina su treni finalmente veloci e confortevoli. Raggiunge Buenos Aires, la supera e prosegue giù, fino in Patagonia, di nuovo su un treno vecchio e malandato, fino ad arrivare alla meta prefissata: Esquel.

Questo libro è però molto interessante per due aspetti. Il primo, per il fatto che l'autore non pone l'accento sulle mete raggiunte o sui luoghi visitati, bensì sul viaggio. Racconta molto il proprio viaggio, tralasciando la descrizione degli ambienti visitati, in quanto parte dal presupposto che il viaggio in sé è già un'avventura e merita di essere descritta, a differenza di molti altri autori che iniziano la loro narrazione all'arrivo.

Il secondo motivo di interesse è il punto di vista dell'autore e delle persone che incontra lungo il tragitto sui Paesi visitati. L'autore, dall'alto della propria esperienza di viaggiatore, descrive in modo particolareggiato e attento la situazione di ognuno degli Stati visitati. Riporta però anche il punto di vista di altre persone, turisti, nativi o viaggiatori come lui che descrivono come loro vedono e vivono questi luoghi.

Sono ormai passati diversi anni da quando l'autore ha intrapreso questo viaggio ed è un peccato scoprire che poco è cambiato da allora. Proprio in questi giorni (dicembre 2007) i giornali riportano fatti di cronaca preoccupanti dal Guatemala. Del Nicaragua, dell'Honduras, di San Salvador e del Panama non si sente mai parlare e non sempre ciò è un buon segno. Della Colombia invece si sente parlare anche troppo! Perù, Ecuador e Bolivia in pochi sanno che esistono. L'Argentina è invece da qualche tempo un argomento molto critico a causa dei suoi dissesti economici.

Insomma, dopo tanti anni credo che se un viaggiatore volesse ripetere il viaggio di Theroux, troverebbe ancora gli stessi problemi da lui riscontrati...