In Asia (Tiziano Terzani)
Sull'onda emotiva del mio viaggio in Thailandia, ho deciso di leggere questo libro di Tiziano Terzani che racconta la sua vita spesa in Asia. Il titolo è chiaro: si parla del continente asiatico, della parte più orientale di esso. Il famoso giornalista è emigrato in Asia nel 1971, anni in cui l'estremo oriente era ancora più lontano di oggi (o forse sembra a me più vicino dopo che ho avuto l'enorme fortuna di trascorrerci qualche giorno).
Il libro è una raccolta di articoli che il giornalista ha pubblicato sui giornali per i quali è stato corrispondente nell'arco di 30 passati nel continente asiatico. Si parte con alcuni reportage sulla guerra in Vietnam e sulle atrocità che ne sono conseguite in Cambogia e in Thailandia. Proprio mentre leggevo il suo libro ho capito diverse cose che mi avevano colpito durante la mia visita a Bangkok. Prima di tutto ho scoperto il perché i thailandesi abbiano adottato il colore giallo per rappresentare il loro imperatore. Questa scelta è stata fatta per contrapposizione al colore dei Kmer rossi. Inoltre ho capito come mai i thailandesi, e in generale gli abitanti del sud-est asiatico, hanno l'abitudine di mangiare fuori casa, invece di cucinare. Questo è dovuto alle follie dei despoti che fecero distruggere tutte le pentole, stoviglie e quant'altro per evitare che i loro "sudditi" si riunissero per mangiare e quindi evitassero di cospirare durante questi loro ritrovi.
Mi hanno molto colpito anche i racconti dei suoi anni spesi in Giappone. Sono rimasto meravigliano dei costumi giapponesi in fatto di sesso e della incredibile potenza della mafia giapponese. Se il Giappone rappresenta il nostro futuro allora, dopo aver letto i reportage di Terzani, devo ammettere di essere perplesso della strada che stiamo percorrendo.
Ovviamente il libro parla anche degli anni trascorsi in India, dei viaggi in Cina, in Malesia, in Russia. Mi ha davvero fatto riflettere l'ultimo articolo scelto per questo libro. Terzani doveva scrivere un articolo per il Corriere della Sera in cui descrivere il luogo a lui più caro. Ebbene, l'autore non ha scelto una metropoli asiatica, una città giapponese o un luogo di culto indiano, Terzani ha scelto Orsigna, un piccolo paese montano in Toscana, luogo in cui l'autore è morto diversi anni più tardi. Ha giustificato questa sua scelta sostenendo che un uomo che viaggia molto come lui, deve comunque mantenere un contatto con le sue radici. Bisogna sempre sapere chi sei e da dove vieni. Forse proprio quest'ultimo articolo è stato quello che più mi ha fatto riflettere.
Terzani è stato sicuramente un uomo ricco, non so se lo fosse economicamente, ma di sicuro lo era di cultura!

