Strade d'Oriente
Strade d'Oriente
In bicicletta da Venezia a Pechino
Anno: 2003
Autori: Aldo Maroso e Alberto Fiorin
Editore: Ediciclo Editore www.ediciclo.it
ISBN 88-85318-95-9
Leggendo un libro come questo non si sa se rimanere maggiormente impressionati dalle storie raccontate e dall'esperienza vissuta dai dieci ciclisti o dai ciclisti stessi. Dieci uomini (la cui età media si aggira sui 50 anni) inforcano la bicicletta e da Venezia partono alla volta di Pechino, e ci arrivano!!! A dir poco ammirevole.
Ovviamente non parliamo di un gruppo di sprovveduti. Questi uomini sono allenati, amanti della bicicletta o comunque di altri sport, alcuni hanno partecipato a spedizioni simili in passato (Venezia - Mosca in bicicletta nel 1989), alcuni fanno volontariato in associazioni umanitarie e sono quindi abituati a viaggiare in condizioni critiche. Premesso questo, la loro impresa è stata ugualmente straordinaria e descritta con enfasi e passione in questo loro libro.
Il loro viaggio è stato battezzato "Marco Polo 2001" in quanto, come il famoso viaggiatore de "Il Milione", anche loro hanno percorso la Via della Seta che li ha portati dall'Europa alla Cina attraverso i Balcani, la Turchia, il Caucaso e la provincia cinese dello Xinjiang. La loro iniziativa prevedeva anche la raccolta delle firme dei rappresentanti di tutti i popoli con cui sono venuti in contatto, nella speranza di portar loro un messaggio di pace.
Il libro, oltre ad essere una sorta di loro diario di viaggio, è anche una preziosa risorsa per quanti intendono intraprendere un'esperienza simile in quanto trasmette tutta la loro esperienza, i problemi che hanno incontrato e come li hanno superati. Molto utile in tal senso si può rivelare l'ultima parte del libro in cui, proprio in stile "guida per il viaggiatore", forniscono i dettagli tecnici su visti, bagagli, biciclette e molto altro ancora.
Passando al loro racconto, sono rimasto colpito dalle numerose prove che hanno dovuto superare a bordo della loro bicicletta (deserto, monsoni, montagne da scalare e molto altro) ma soprattutto dalla loro tenacia e determinazione ad andare avanti. Una parte molto importante del libro è la descrizione dei luoghi visitati, delle città toccate e dei paesaggi che hanno fatto loro da cornice.
Altrettanto importanti, se non addirittura più importanti, sono le pagine in cui gli autori descrivono l'esperienza umana, il rapporto tra loro e il rapporto con le genti conosciute lungo il percorso. E' veramente un piacere leggere di come popoli poveri e isolati siano disponibili ad ospitare ed aiutare dei viaggiatori venuti da lontano. Credo questo sia il messaggio più importante che viene trasmesso attraverso il libro: a discapito dei leader politici, delle nostre convinzioni più o meno giustificate, tutte le persone incontrate si sono dimostrate ospitali e disponibili (ad eccezione forse di una guida Georgiana e di qualche ladruncolo).
In particolare sono rimasto affascinato dal loro racconto di Samarcanda (una città ricca di fascino e di storia) e dal tragitto all'interno di Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakhstan. Ovviamente tutto il percorso ha riservato sorprese ed è un vero peccato che il libro sia così breve e soprattutto che contenga così poche foto: le foto incluse sono splendide e fanno sentire la mancanza di un repertorio molto più ampio delle poche decine disponibili.
Alla fine cosa posso dire, sicuramente un libro da leggere ma soprattutto un'esperienza da vivere!


