La bizzarra impresa: In Fiat 500 da Bari a Pechino (Danilo Elia)
Una domenica pomeriggio, mentre guardavo il programma "Alle falde del Kilimangiaro", rimango folgorato da un tale mai visto prima che presenta il libro del suo incredibile viaggio: da Bari a Pechino su una Fiat 500 (quella storica, non la nuova versione). Nei giorni seguenti mi precipito a comprare il libro, ansioso di leggere di quello che prometteva essere il racconto di una grande avventura.
L'autore inizia la narrazione descrivendo come ha organizzato il viaggio e cosa l'ha spinto a scegliere la 500 come mezzo. In effetti è stato molto intelligente: ha scelto una vettura semplice da manutenere, poco costosa e parsimoniosa nei consumi e poco vistosa (il che non guasta mai quando si decide di attraversare paesi come Ucraina e Russia...). Inizia così a descrivere il suo viaggio attraverso l'Italia, da Brindisi fino a Torino e da lì a Trieste. Prosegue poi molto rapidamente attraverso Slovenia, Croazia, Ungheria e Ucraina. Molto significativo il primo traguardo: Kiev, già una vittoria! Lungo il tragitto, la bassa velocità di crociera consente all'autore e al suo compagno di viaggio di vivere i Paesi attraversati. Si fermano a socializzare con le persone del posto, molte delle quali sono attirate da quella strana automobile e dal loro ambizioso progetto.
Dopo l'Ucraina inizia la lunga marcia attraverso la Russia. Il viaggio li porta ad attraversare i luoghi della Seconda Guerra Mondiale, attraversano il fiume Volga e le città di Volgograd, di Togliatti e di Samara. Il loro tragitto avrebbe dovuto snodarsi attraverso il Kazakistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan per poi entrare in Cina e attraversare la Repubblica Popolare Cinese da ovest a est. Invece il loro piano deve subire una modifica radicale quando ad Almaty (in Kazakistan) scoprono che non potranno avere il visto per attraversare il Tagikistan a causa di una sommossa popolare che ha reso instabile il Paese.
Decidono così di rientrare il Russia e di attraversare tutta la Siberia meridionale da Omsk fino a Cita. Attraversano così le città di Novosibirsk (che raccontano essere una bellissima metropoli moderna e che mi ha particolarmente colpito tanto da sperare, un giorno, di visitarla), Krasnojarsk, Irkutsk, costeggiano il lago Bajkal e proseguono fino a Cita. Da Cita dovrebbero entrare in Cina ma anche li hanno una brutta sorpresa: gli viene negato il permesso di entrare in Cina con la loro auto, dovrebbero abbandonarla. Inoltre il loro visto Russo è vicino alla scadenza e la strada fino a Habarovsk è in costruzione e quindi non percorribile. Decidono di avventurarsi lungo questa strada per poi raggiungere Vladivostok e da lì prendere il traghetto per la Cina. Tra mille avventure e peripezie raggiungono Vladivostok , città in cui conoscono un Italiano che gestisce un ristorante molto famoso e dalla dubbia etica. Arrivano così in Cina e percorrono gli ultimi chilometri che dal porto di Tanggu li separano da Pechino per approdare così alla tanto agognata Muraglia Cinese.
Devo ammettere di essere rimasto affascinato dal loro incredibile viaggio durato quattro mesi ma devo anche dire che non avrei mai azzardato tanto come hanno fatto loro: visti scaduti, scadenze ignorate, giochetti alle frontiere e con la polizia russa... Decisamente non potrei mai osare tanto, ciononostante ammiro la loro tenacia e sogno un viaggio altrettanto importante!

